|
Per
arrivare nella Valsabbia da Brescia si deve prendere la statale 11 ed
imboccare la 45 bis appena dopo Rezzato oppure, sempre la 45 bis, da
Salò e tornare verso Gavardo.
La Valsabbia, con i suoi boschi e le sue rocce, i suoi limpidi
torrenti e le sue cascate, offre uno spettacolo di natura ancora
incontaminata. E' la meta ideale per una vacanza rigenerante, dedicata
la riposo, allo sport e alla scoperta di piccoli e grandi tesori
d'arte e di storia.
Percorsa dal fiume Chiese, la valle si apre nella sua parte superiore
con il Lago d'Idro, uno dei più
suggestivi dell'arco alpino. Più in alto, d'inverno si scia al Gaver
e in primavera si possono fare escursioni di sci alpinismo Gavardo
è alle porte della Valsabbia ed ha un caratteristico centro storico,
con antiche case che si affacciano sul fiume Chiese come casa Susio,
del '400, con portico e loggetta e casa Alberghini, sempre del
'400, con portico, finestre ogivali e cornici in cotto.La chiesa si
S. Rocco, eretta alla fine del '400 è una chiesetta rustica con
tetto a capanna e un portale tardo-gotico. La Parrocchiale dei Ss.
Filippo e Giacomo fu riconsacrata e ampliata all'inizio del secolo
scorso su progetto dell'Arcioni che la ricostrui ricollegandosi ad un
pronao eretto nel 1635. Importanti testimonianze del passato di queste
zone e del vicino lago di Garda sono raccolte nel Museo
Archeologico della Valsabbia, in piazzetta S.Bernardino, fondato
dal Gruppo Grotte. Questo museo conserva materiali di età preistorica
e romana ritrovati nella zona. Proseguendo
sulla 45 bis ed imboccando la 237 si arriva a Vobarno
che era la capitale della quadra di montagna della "Magnifica
patria di Salò" con giurisdizione sui territori della zona. Una
serie di calamità si abbatté sul paese: la peste della fine del
'400, i lanzichenecchi dell'inizio del '500, devastazioni, incendi che
comportarono la completa distruzione dell'archivio comunale. A Vobarno
si trova un pregevole ponte di pietra sul Chiese, della fine
del '500, in puro stile veneziano ad una sola arcata ribassata. La parrocchiale
di S. Maria Assunta fu costruita a meta del 1700 su disegno
dell'abate Turbini nel luogo della prima pieve del secolo VI. Da
vedere: il Santuario di S. Rocco, di inizio '500, con influssi
rinascimentali e campanile slanciato, con base a scarpata in granito,
la Chiesa di S. Faustino, eretta nel '500, sui resti di una
cappella del '300, la parrocchiale vecchia di Carvanno,
dedicata ai santi Gervasio e Protasio, edificata nel '300, con
completamenti e campanile del '400. All'interno si trovano dehli
affreschi del primo '500. Sulla strada vecchia tra teglie e Provaglio
si trova il santuario della Madonna della Neve, edificato nella
metà del '600. Sabbio
Chiese, in cui si possono vedere ancora molti edifici in
pietra, è dominata dalla Rocca, sorta probabilmente in epoca
barbarica. L'attuale edificio a cui si accede per i 107 scalini
che partono dalla sottostante piazzetta. All'inizio della scalinata si
trova la cinquecentesca chiesetta di S. Pietro, nella roccia
sono state scavate vie sotterranee e prigioni. Il complesso delle due
chiese sovrapposte (chiamato santuario) è edificato sui resti
della rocca. La parrocchiale di S. Michele, del '400, è stata
costruita in stile romanico-gotico. La facciata a capanna con rosone e
portale del '500 è munita di contrafforti laterali. L'interno è
scandito da 4 archi fortemente acuti, poggianti su semipilastri
addossati alle pareti. Vestone
è uno dei centri principali della valle. In questo paese sarebbero
stati trovati i resti della chiesa più antica della Valsabbia. Un
antico manoscritto fa risalire al 140 d.C. l'origine della chiesetta
dei Ss. Quirico e Giuditta, questa chiesetta esisteva ancora nel '500
quando il vescovo Bollani effettuò una visita ma il tetto crollo nel
1646 e ne fu decisa la demolizione; qualche decennio fa sono state
individuate la piante dell'edificio e la base dell'altare. Da vistare
il Convento di Mocenigo, edificato ai primi del '600 con 23
celle e la chiesa dedicata ai Ss. Francesco e Antonio da padova, la parrocchiale
della Visitazione di Santa Elisabetta, di origine medievale,
riedificata e completata tra la fine del '500 e l'inizio del '600.
|