Home Page > Province > Brescia > La Valsabbia Venerdi, 3 Settembre 2010 
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La Valsabbia

Per arrivare nella Valsabbia da Brescia si deve prendere la statale 11 ed imboccare la 45 bis appena dopo Rezzato oppure, sempre la 45 bis, da Salò e tornare verso Gavardo.
La Valsabbia, con i suoi boschi e le sue rocce, i suoi limpidi torrenti e le sue cascate, offre uno spettacolo di natura ancora incontaminata. E' la meta ideale per una vacanza rigenerante, dedicata la riposo, allo sport e alla scoperta di piccoli e grandi tesori d'arte e di storia.
Percorsa dal fiume Chiese, la valle si apre nella sua parte superiore con il Lago d'Idro, uno dei più suggestivi dell'arco alpino. Più in alto, d'inverno si scia al Gaver e in primavera si possono fare escursioni di sci alpinismo

Gavardo è alle porte della Valsabbia ed ha un caratteristico centro storico, con antiche case che si affacciano sul fiume Chiese come casa Susio, del '400, con portico e loggetta e casa Alberghini, sempre del '400, con portico, finestre ogivali e cornici in cotto.La chiesa si S. Rocco, eretta alla fine del '400 è una chiesetta rustica con tetto a capanna e un portale tardo-gotico. La Parrocchiale dei Ss. Filippo e Giacomo fu riconsacrata e ampliata all'inizio del secolo scorso su progetto dell'Arcioni che la ricostrui ricollegandosi ad un pronao eretto nel 1635. Importanti testimonianze del passato di queste zone e del vicino lago di Garda sono raccolte nel Museo Archeologico della Valsabbia, in piazzetta S.Bernardino, fondato dal Gruppo Grotte. Questo museo conserva materiali di età preistorica e romana ritrovati nella zona.

Proseguendo sulla 45 bis ed imboccando la 237 si arriva a Vobarno che era la capitale della quadra di montagna della "Magnifica patria di Salò" con giurisdizione sui territori della zona. Una serie di calamità si abbatté sul paese: la peste della fine del '400, i lanzichenecchi dell'inizio del '500, devastazioni, incendi che comportarono la completa distruzione dell'archivio comunale. A Vobarno si trova un pregevole ponte di pietra sul Chiese, della fine del '500, in puro stile veneziano ad una sola arcata ribassata. La parrocchiale di S. Maria Assunta fu costruita a meta del 1700 su disegno dell'abate Turbini nel luogo della prima pieve del secolo VI. Da vedere: il Santuario di S. Rocco, di inizio '500, con influssi rinascimentali e campanile slanciato, con base a scarpata in granito, la Chiesa di S. Faustino, eretta nel '500, sui resti di una cappella del '300, la parrocchiale vecchia di Carvanno, dedicata ai santi Gervasio e Protasio, edificata nel '300, con completamenti e campanile del '400. All'interno si trovano dehli affreschi del primo '500. Sulla strada vecchia tra teglie e Provaglio si trova il santuario della Madonna della Neve, edificato nella metà del '600.

Sabbio Chiese, in cui si possono vedere ancora molti edifici in pietra, è dominata dalla Rocca, sorta probabilmente in epoca barbarica. L'attuale edificio a cui si accede per i 107 scalini che partono dalla sottostante piazzetta. All'inizio della scalinata si trova la cinquecentesca chiesetta di S. Pietro, nella roccia sono state scavate vie sotterranee e prigioni. Il complesso delle due chiese sovrapposte (chiamato santuario) è edificato sui resti della rocca. La parrocchiale di S. Michele, del '400, è stata costruita in stile romanico-gotico. La facciata a capanna con rosone e portale del '500 è munita di contrafforti laterali. L'interno è scandito da 4 archi fortemente acuti, poggianti su semipilastri addossati alle pareti.

Vestone è uno dei centri principali della valle. In questo paese sarebbero stati trovati i resti della chiesa più antica della Valsabbia. Un antico manoscritto fa risalire al 140 d.C. l'origine della chiesetta dei Ss. Quirico e Giuditta, questa chiesetta esisteva ancora nel '500 quando il vescovo Bollani effettuò una visita ma il tetto crollo nel 1646 e ne fu decisa la demolizione; qualche decennio fa sono state individuate la piante dell'edificio e la base dell'altare. Da vistare il Convento di Mocenigo, edificato ai primi del '600 con 23 celle e la chiesa dedicata ai Ss. Francesco e Antonio da padova, la parrocchiale della Visitazione di Santa Elisabetta, di origine medievale, riedificata e completata tra la fine del '500 e l'inizio del '600.

Fonte: Pubblicazioni APT Lombarde
 
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