Home Page > Province > Brescia > La pianura a sud di Brescia Martedi, 9 Febbraio 2010 
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La pianura a sud di Brescia

Uscendo da Brescia si deve prendere la statale 45 bis e proseguire fino ad arrivare a Bagnolo Mella.

Bagnolo Mella
Centro industriale e agricolo in forte espansione, forse di fondazione romana. A ovest della statale c'è un nucleo storico medievale di origine comunale. La cittadina è caratterizzata da non pochi edifici civili di pregio, tra i quali eccelle (al N. 102 di via Solferino, sulla strada per Dello) il palazzo Avogadro, oggi Spada (1560); pur avendo funzione residenziale, mostra caratteri di fortificazione nella compatta struttura e per la presenza di un fossato. A est della statale, all'inizio della strada per Leno, c'è il santuario di S. Maria della Stella del primo '500; all'interno sono due affreschi, forse di Vincenzo Foppa e di Zenon Veronese; belli anche due gruppi: all'altare maggiore, Madonna col Bambino di Antonio Zamaris (1492); in una cappella, Deposizione di Clemente Zamara (1525-30).
Da Bagnolo, tornando indietro sulla statale 45 bis in direzione nord e voltando a destra dopo 4 km, è possibile compiere una escursione a Montirone, dove sorge il palazzo Lechi, bellissima villa suburbana costruita da Antonio Tunrbini tra il 1738 e il 1746 e successivamente ampliata da Gaspare Turbini (1755-60) secondo un criterio di integrazione tra architettura, verde naturale e verde progettato; notevole la grande scuderia (1755 c.), con volte affrescate da Pietro Scalvini.

Manerbio
La cittadina, al centro di una fertile zona agricola e sede di importanti industrie (come il lanificio Marzotto), è l'antica "Vicus Minervae" di origini romane. Nella centrale piazza Italia sorge imponente la settecentesca parrocchiale di S. Lorenzo Martire. L'interno a croce latina è decorato con affreschi monocromi del 1888; al 1° altare destro, un Crocifisso ligneo (1470) con statue laterali del secolo XVII; al 3° alatare, Concessione dell'indulgenza della Porziuncola di G.B. Trotti (1598); dietro l'altare maggiore, Madonna col Bambino e santi del Moretto, forse in collaborazione con G.B. Moroni; al 2° altare sinistro c'è un venerato affresco del secolo XV (Madonna col Bambino); nel battistero, vasca battesimale del 1510. lI soffitto della sagrestia è decorato da un pregevole affresco di Carlo Carloni.
Per via Diaz si giunge alla piazza dominata dalla lunga fronte del palazzo Luzzago, oggi municipio, costruzione tardo-rinascimentale successivamente ampliata, che ospita un Museo archeologico, con reperti preistorici e romani provenienti dalla zona, tra i quali selci scheggiate e ceramiche del Neolitico inferiore e provenienti da tombe celtiche dove sono state ritrovate anche le preziose falere d'argento di Manerbio, ora la Museo Civico Romano di Brescia).

Leno
Il borgo deve la sua persistente vocazione agricola ai Benedettini e al re dei Longobardi che prosciugarono l'area un tempo soggetta ad allagamenti e costruirono nel secolo VIII un'abbazia tra le più importanti della pianura padana, decaduta tra i secoli XV e XVIII e infine demolita; al suo posto, nel '800 è stata costruita la villa Badia. Due leoni stilofori romanici del complesso benedettino sono recuperati ai fianchi del portale della Parrocchiale, costruita nel 1761-81 su progetto di Antonio Marchetti; all'interno, dipinti di Sante Cattaneo (pala dell'altare maggiore), Giambettino Cignaroli (Assunta, 1754), G.B. Pittoni (Comunione degli apostoli).
Nel municipio c'è un Museo archeologico, che raccoglie testimonianze di insediamenti locali, dall'età del Bronzo all'alto medioevo.

Fonte: Pubblicazioni APT Lombarde
 
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