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Uscendo da Brescia si deve prendere la statale 45 bis e
proseguire fino ad arrivare a Bagnolo Mella.
Bagnolo Mella
Centro industriale e agricolo in forte espansione, forse di fondazione romana. A ovest della statale
c'è un nucleo storico medievale di origine comunale. La cittadina è caratterizzata da non pochi edifici civili di pregio, tra i quali eccelle (al N. 102 di
via Solferino, sulla strada per Dello) il palazzo Avogadro, oggi Spada (1560); pur avendo funzione residenziale, mostra caratteri di fortificazione nella compatta struttura e per la presenza di un fossato. A est della statale, all'inizio della strada per Leno,
c'è il santuario di S. Maria della Stella del primo '500; all'interno sono due affreschi, forse di Vincenzo Foppa e di Zenon Veronese; belli anche due gruppi: all'altare maggiore,
Madonna col Bambino di Antonio Zamaris (1492); in una
cappella, Deposizione di Clemente Zamara (1525-30).
Da Bagnolo, tornando indietro sulla statale 45 bis in direzione nord e voltando a destra dopo 4 km, è possibile compiere una escursione a
Montirone, dove sorge il palazzo Lechi, bellissima villa suburbana costruita da Antonio Tunrbini tra
il 1738 e il 1746 e successivamente ampliata da Gaspare Turbini (1755-60) secondo un criterio di integrazione tra architettura, verde naturale e verde progettato; notevole la grande scuderia (1755 c.), con volte affrescate da Pietro
Scalvini.
Manerbio
La cittadina, al centro di una fertile zona agricola e sede di importanti industrie (come il lanificio
Marzotto), è l'antica "Vicus Minervae" di origini romane. Nella centrale
piazza Italia sorge imponente la settecentesca parrocchiale di
S. Lorenzo Martire. L'interno a croce latina è decorato con affreschi monocromi del 1888; al
1° altare destro, un Crocifisso ligneo (1470) con statue laterali del
secolo XVII; al 3° alatare, Concessione dell'indulgenza della Porziuncola di G.B. Trotti (1598); dietro l'altare maggiore,
Madonna col Bambino e santi del Moretto, forse in collaborazione con G.B. Moroni; al
2° altare sinistro c'è un venerato affresco del secolo XV (Madonna col
Bambino); nel battistero, vasca battesimale del 1510. lI soffitto della sagrestia è decorato da un pregevole affresco di Carlo Carloni.
Per via Diaz si giunge alla piazza dominata dalla lunga fronte del
palazzo Luzzago, oggi municipio, costruzione tardo-rinascimentale successivamente ampliata, che ospita un
Museo archeologico, con reperti preistorici e romani provenienti dalla zona, tra i quali selci scheggiate e ceramiche del Neolitico
inferiore e provenienti da tombe celtiche dove sono state ritrovate
anche le preziose falere d'argento di Manerbio, ora la Museo Civico
Romano di Brescia).
Leno
Il borgo deve la sua persistente vocazione agricola ai Benedettini e
al re dei Longobardi che prosciugarono l'area un tempo soggetta ad allagamenti e costruirono
nel secolo VIII un'abbazia tra le più importanti della pianura padana, decaduta tra i
secoli XV e XVIII e infine demolita; al suo posto, nel '800 è stata
costruita la villa Badia. Due leoni stilofori romanici del complesso benedettino sono recuperati ai fianchi del portale della Parrocchiale, costruita nel 1761-81 su progetto di Antonio Marchetti; all'interno, dipinti di Sante Cattaneo (pala dell'altare maggiore), Giambettino Cignaroli
(Assunta, 1754), G.B. Pittoni (Comunione degli apostoli).
Nel municipio c'è un Museo archeologico, che raccoglie testimonianze di insediamenti locali, dall'età del Bronzo all'alto medioevo.
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