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Il
nostro viaggio inizia a Palazzolo sull'Oglio per visitare la sponda
Bresciana di questo fiume. Palazzolo sull'Oglio
Il paese, attraversato dall'Oglio, presenta interessanti aspetti urbanistici e ambientali. Ritenuto insediamento romano e poi longobardo, nel medioevo fu baluardo dei bresciani contro Bergamo. Nel 1427, dopo essere stato degli Scaligeri, dei Visconti e di Pandolfo III
Malatesta, passò sotto il dominio veneziano.
Sulla riva sinistra dell'Oglio, nel punto più alto, è il cinquecentesco
palazzo Marzoli già Duranti, dalla severa facciata del '500 con bel portale. Dal piazzale antistante è
visibile la torre del Popolo alta m 85 costruita su uno dei torrioni della medievale
"Rocha Magna" (secoli XII-XIV) nel 1813-25, che funge da campanile dell'imponente Parrocchiale, edificata da Antonio Marchetti (1751-82) su disegno di Giorgio Massari; la facciata è di Luigi Donegani (1838-48) e la scultura sul portale di Giovanni Emanueli; l'interno conserva dipinti di Vincenzo Civerchio, Grazio Cossali e Michelangelo Morlaiter. Di fronte, sotto l'edificio di una banca (con resti del duecentesco palazzo comunale e di una loggia del 1618), un archivolto conduce alla
Pieve o Chiesa Vecchia, costruita intorno al Mille, ampliata alla fine del '400 e successivamente rimaneggiata; il bel portale della facciata è del
secolo XV, quello sul fianco destro del XVI; all'interno, gli affreschi nelle prime due cappelle laterali sono attribuiti
al Campi (1599) e la tela sull'altare maggiore (Nascita di Maria) a Enea Salmeggia; nel presbiterio, affreschi di Pietro Marone (1602). Oltre la parrocchiale
c'è piazza Roma con case e portici del Sei-Settecento e fontana neoclassica. Attraversata la piazza si passa
l'Oglio su un antico ponte in pietra oltre il quale c'è l'irregolare profilo della
contrada Mura. In alto, vicino a un torrione medievale, c'è la
chiesa di S. Giovanni Evangelista, rifatta nel secolo XVIII, e, alla sua destra, la
cappella di S. Rocco, con pregevoli affreschi del 1495.
Chiari
Industrie e moderne abitazioni caratterizzano la periferia della cittadina, mentre il centro storico conserva l'impianto medievale, in parte delimitato dall'antico fossato e da una circonvallazione stradale che segue il percorso delle antiche mura, demolite nel 1816. Di origine romana, Chiari fu vittima nel
secolo XIII delle contese tra ghibellini e guelfi e da questi ultimi distrutta nel 1272. Dopo un periodo visconteo passò, dal 1427, sotto il dominio della Serenissima, che la diede in feudo al Carmagnola.
Il nucleo centrale si articola intorno alle piazze delle Erbe e
Zanardelli, collegate da una loggia che passa sotto un edificio del '500, oggi municipio. In piazza Zanardelli è
la parrocchiale dei Ss. Faustino e Giovita, dall'originario impianto tardo-gotico e protorinascimentale del '400 cui si sono aggiunti il campanile di Giorgio Massari e Antonio Marchetti, nel '700, e la facciata eseguita da Giacomo Moraglia, nel 1842-46. A sinistra della parrocchiale, passando sotto un volto, si giunge alla
chiesa di S. Maria Maggiore, di origine quattrocentesca, con facciata di Antonio Marchetti; all'interno sono belle cantorie in legno dorato e un pulpito intagliato
(secolo XVIII).
Sulla destra della parrocchiale s'imbocca via Garibaldi poi, ancora a destra,
via XXV Aprile, quindi, subito a sinistra, via Varisco, dove, al N. 9,
c'è la Pinacoteca Repossi, raccolta di dipinti, sculture e incisioni fondata da Pietro Repossi nel 1854, che tuttora mantiene l'ordinamento tipico del collezionismo del
tempo. Nello stesso palazzo c'è la Biblioteca Marcelliana, fondata nel 1817 dall'archeologo Stefano Antonio Morcelli, con alcuni
incunaboli e manoscritti deI '400.
il viaggio continua ... |