Home Page > Province > Brescia > La Franciacorta Mercoledi, 10 Marzo 2010 
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La Franciacorta (I)

La Franciacorta deriva il suo nome dal fatto di essere stata "Franca Corte", cioè contrada libera "da tutti i datij et da tutte le gabelle", come scriveva all'inizio del XVII secolo Ottavio Rossi.
La zona che unisce Brescia al lago d'Iseo è punteggiata da piccoli nuclei urbani ma con fastose dimore patrizie. La zona pianeggiante della Franciacorta  è stata coinvolta nello sviluppo edilizio bresciano mentre la parte settentrionale, formata dalle colline moreniche del lago d'Iseo, è caratterizzata da ottimi vigneti da cui si traggono vini di fama antica.

Se si riesce ad evitare le strade più trafficate, la Franciacorta è ancora in grado di trasmettere il suo fascino. Questa terra ha avuto la fortuna di saper conservare i suoi caratteri autentici senza per questo decadere dal punto di vista economico. La cura della qualità e le moderne tecnologie applicate alla produzione vinicola sono esempio di una tradizione che resta al passo con i tempi senza perdere il fascino dell'antico. L'itinerario è un po' tortuoso, ma permette di attraversare i paesaggi più belli, caratterizzati dalla presenza delle ville e dei parchi in cui la nobiltà bresciana amava trascorrere, nei secoli passati, le sue lunghe vacanze.
Dalla strada provinciale 10, svoltando a destra, si entra nell'abitato di Cellatica noto per la produzione dell'omonimo vino rosso. Molte e interessanti ville patrizie contrassegnano il borgo in bella posizione sulle colline, alle porte di Brescia. La più antica (oggi trasformata in asilo) appartenne ai Martinengo e conserva affreschi del secoli XIV-XV.
La villa Panciera di Zoppola (anch'essa un tempo dei Martinengo) è una grande costruzione del secolo XVII.
Rientrando sulla provinciale si giunge nel comune di Gussago "pagus" romano e pieve citata nel 958 come "fundus Gussia go" di proprietà dell'abbazia di Leno. Notevole è la villa Averoldi, oggi Togni, con bel giardino all'italiana, rinnovata ai primi del '600 e ancora nel '700, a opera di Gaspare Turbini. All'interno sono conservati affreschi (attribuiti a Ottavio Amigoni e Pompeo Ghitti, pittori bresciani del '600) che narrano la congiura filo-veneziana di Gussago, ordita nel 1426 contro i Visconti.
A nord-est della frazione di Piazza vi è la frazione Piè del Dosso, dove sorge tra i cipressi la pieve di S. Maria, costruita nel secolo XV, con un'abside poligonale impostata su una precedente struttura semicircolare dei secoli IX-X. All'esterno si nota il portale rinascimentale; all'interno, lastre e pilastrini di un sarcofago del secolo VIII riccamente decorato con simboli geometrici e naturalistici, recante inciso il nome di Maioranus, non si sa se dell'autore o del defunto; sono pure interessanti gli affreschi nella piccola cappella in fondo a sinistra e nell'abside (questi ultimi di Paolo da Cailina il Vecchio).

la visita continua ...

Fonte: Pubblicazioni APT Lombarde
 
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