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Desenzano
Adagiata sui colli morenici che chiudono il lago a
sud-ovest, Desenzano si trova in fortunata posizione alla confluenza della Gardesana occidentale, dell'autostrada Torino-Venezia e del tratto di ferrovia fra Brescia e Verona.
Nell'antichità svolse il ruolo importante dì crocevia e di emporio
commerciale per diventare località turistica in espansione con fiorenti industrie alimentari ed enologiche,
Desenzano vanta origini romane. Durante il medioevo fu contesa da Brescia e Verona. Solo nel
secolo XV, con il prevalere di Venezia, la città ritrovò un'operosa tranquillità. Ogni settimana vi si
teneva un importante mercato delle granaglie che fissava il prezzo valido non solo per la Repubblica Veneta, ma anche per la Romagna e parte della Germania.
Oggi è centro dedito all'industria enologica (Lugana e Tokai), alimentare e chimica. Punto di partenza di belle passeggiate ed escursioni, collegata tramite battelli e aliscafi con i principali centri del
lago.
L'abitato è dominato da un'interessante zona medievale
(Capo la Terra), disposta intorno al Castello costruito forse nell'alto medioevo ma rifatto nel '300 e '400 e poi ancora dagli austriaci, il cui cortile interno è animato da magazzini e laboratori artigianali.
Centro commerciale di Desenzano è piazza Malvezzi (dove si
tiene ogni prima domenica del mese un mercatino dell'antiquariato), delimitata verso il lago dal suggestivo porticciolo vecchio. Sugli altri lati prospettano
l'ex Palazzo comunale (1580) e il palazzo del Provveditore veneto (1585), entrambi di Giulio Todeschini. Sul lato breve, a nord, la piazza è delimitata dal fianco destro del
Duomo (chiesa di Santa Maria Maddalena), ricostruito tra il 1586 e 1611 su progetto del Todeschini. La facciata, del 1702, è ornata da statue di Lorenzo Muttoni e Sante Calegari il Giovane. All'interno, nella navata sinistra, è una notevole
Ultima cena di G.B. Tiepolo.
Imboccando, dal porticciolo vecchio, il lungolago verso nord e svoltando due volte a sinistra, prima in
via Gramsci e poi in via degli Scavi, si giunge all'area dove sono i
ruderi di una Villa romana, i cui resti risalgono in massima parte all'inizio del
secolo IV (con alcune pregevoli decorazioni a mosaici policromi nel peristilio e in altri ambienti), pur presentando anche elementi riferibili ai sec.
I-II; nell'antiquarium sono esposti materiali e statuette ritrovati sul luogo.
Andando dal porticciolo vecchio verso sud si giunge in breve in via
Anelli, dove ha sede il Museo civico archeologico "Giovanni
Rambotti", nel quattrocentesco chiostro dell'ex chiesa di
S. Maria de Senioribus; sono esposti reperti dell'età del Bronzo e un importante aratro ligneo risalente al 2000 a.C. (il più antico del genere giunto sino a
noi) di legno di quercia lungo 2,20 metri.
Sirmione |