Home Page > Province > Brescia > ... per arrivare al Garda Domenica, 14 Marzo 2010 
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La strada per il lago di Garda

Uscendo da Brescia si deve imboccare la statale 11fino ad arrivare a Rezzato.

Rezzato
La lavorazione del marmo che viene dalle vicine cave di Botticino è tradizionalmente la più notevole attività economica di questo centro. All'uscita del paese, sulla destra, lungo la statale 11 verso Brescia, c'è la bella villa Avogadro-Fenaroli, costruita nel '700 da G.B. e Antonio Marchetti. Punto di passaggio tra rococò e neoclassicismo, il complesso è scenograficamente inserito nel paesaggio e sfrutta la collina retrostante, arredata con scalinate coronate da un tempietto circolare, come un fondale di una scena di teatro.

Castenedolo
In questo paese tra le non poche ville signorili si distingue (al N. 37 della centrale via Matteotti) la villa Belpietro, chiamata anche "casa del Carmagnola", che ebbe in feudo il borgo nel 1427; l'elegante dimora del secolo XV ha una bella facciata con portico e loggia verso il cortile.
Proseguendo lungo la statale 236 verso nordovest, dopo 1.5 km, si volta a sinistra e si giunge alla frazione Capodimonte, ove sorge la settecentesca villa Romei Longhena;
il corpo centrale ha l'androne aperto che permette d'inquadrare dall'ingresso un tratto del giardino, con una scenografica prospettiva di verde arredato.

Montichiari
Dominata dall'alta cupola della parrocchiale e dalla sagoma del castello, Montichiari  è una graziosa cittadina dalle antiche origini (nei dintorni sono stati trovati reperti di epoca preromana, bronzi e mosaici romani. Vivace centro industriale e punto di riferimento dell'area agricola circostante, Montichiari sorge ai piedi delle colline che formano l'anfiteatro morenico del Garda. Il persistente ruolo mercantile di Montichiari comincia nel 1426, quando l'abitato entra nell'orbita veneziana.
Da lontano si vedono le torri del castello Bonoris, eretto sul luogo di una vecchia fortificazione bresciana distrutta nel 1056; di gusto neomedievale, fu realizzato nel 1890 da Antonio Tagliaferri, su progetto di Alfredo D'Andrade (1884). Nella centrale piazza Garibaldi c'è la grandiosa Parrocchiale costruita su disegno di Paolo Soratini (1729-32) e completata da G.B. Marchetti (1745) e Antonio Marchetti (1764); l'alta cupola è di Pier Antonio Cetti (1783); nell'interno, al 2° altare sinistro, Ultima cena del Romanino. Al N. 16 di piazza Teatro è il Museo storico risorgimentale, che conserva documenti e cimeli dal secolo XVIII alla seconda guerra mondiale.
In posizione panoramica sulla vetta di un colle spicca la facciata della romanica pieve di S. Pancrazio (seconda metà del secolo XII), a tre absidi, con campanile del 1693. Il severo interno a tre navate ha colonne che usano in parte materiali di epoca romana; resti di affreschi (secolo XV-XVII) sulle pareti e colonne, tra cui un'interessante Crocifissione.

Lonato
In posizione panoramica sulle alture moreniche che guardano il Garda e la pianura,
l'abitato unisce alle attività agricole e industriali una vivace presenza turistica. In una vicina torbiera furono trovati nel 1873 resti di palafitte, vasi e altre suppellettili dell'età del Bronzo, riferibili alla cultura di Polada, così chiamata dal nome della località del rinvenimento.
Lonato sorge ai piedi di una grande Rocca medievale. L'asse centrale del paese è costituito da corso Garibaldi, tratto urbano della statale 11, fiancheggiato da case dei secoli XVII-XIX. Lungo via Tarello sorge il grandioso Duomo, con ampia cupola e ricca facciata in marmo, realizzato tra 1732 e 1780 su disegno di Paolo Soratini. La via è dominata, in alto, dall' imponente torre Maestra, iniziata nel '500, oltrepassata la quale, sulla destra è la cosiddetta casa del Podestà, costruita in forme quattrocentesche all'inizio del '900 da Antonio Tagliaferri su resti del secolo XV, dove ha sede la fondazione Ugo Da Como per la promozione degli studi di storia bresciana; l'istituzione custodisce opere d'arte, mobili antichi, ceramiche e una biblioteca ricca, tra l'altro di oltre 50mila volumi e di centinaia di preziosi incunaboli, di numerosi codici e manoscritti miniati. Più in alto, nel recinto della fondazione, sono i suggestivi resti della rocca, fortificazione probabilmente del secolo XI, ricostruita nel '300 da Azzone Visconti.

Fonte: Pubblicazioni APT Lombarde
 
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