|
Posto all'incontro delle strade provenienti da Brescia e Bergamo, è il comune più popoloso
della Valcamonica, formato da alcuni nuclei urbani posti sui due lati dell'Oglio.
L'importanza di Darfo Boario Terme è legata alla presenza degli stabilimenti termali, resi celebri dal
Manzoni e ancor prima dal naturalista cinquecentesco Paracelso, e delle fonti di acqua minerale, ma anche di stabilimenti siderurgici.
Sulla riva orientale del fiume c'è Darfo, di fronte allo sbocco della laterale
val di Scalve da cui, nel 1923, quando crollò la diga del Gleno si rovesciarono sul paese le acque del lago artificiale, causando molti morti e gravi danni. La
Parrocchiale, costruita a cavallo tra '500 e '600, ha un bel campanile della seconda metà del '600 e custodisce nell'interno a tre navate affreschi e dipinti di Giuseppe Teosa, Pietro Scalvini
(storie della Vergine, 1786), Grazio Cossali, Antonio Guadagnini, nonché una Deposizione di scuola palmesca. Nell'abitato
ci sono inoltre alcuni interessanti edifici storici: la casa parrocchiale con portico, la seicentesca
casa Fiorini e il palazzo Cemmi. Poco più a nord vi è la frazione
Montecchio, antica sede di podesteria, ove sorge la chiesetta
dell'Oratorio, rivestita all'interno di pregevoli affreschi dei
secoli XIV-XV
Da Montecchio sulla sinistra, un antico e suggestivo ponte sull'Oglio del 1684 conduce a
Boario Terme, le cui fonti minerali, documentate già nel 1496, divennero famose verso la metà dell'Ottocento quando vi soggiornò Alessandro
Manzoni. Di conseguenza, soprattutto tra la fine del secolo XIX e l'inizio del
XX, è cresciuto un sistema turistico-alberghiero, strutturato intorno al parco delle Fonti, le cui acque solfato-calciche-aclorurate
sono eccezionali per curare le malattie del fegato e non solo queste.
Sgorgano da quattro sorgenti:
Antica Fonte, Fausta, lgea, Silia,
immerse in un parco di 140.000 metri quadrati che è una vera oasi
attrezzata per il relax e il tempo libero, in cui ritrovare una forma
smagliante. Boario rappresenta anche un importante polo congressuale
del bresciano.
Appena usciti da Boario verso nord, sulla sinistra c'è la frazione di
Erbanno, un tempo feudo dei Federici, la maggiore famiglia nobiliare della valle. All'inizio dell'abitato sorge la piccola
chiesa di S. Martino, con elegante arco d'ingresso del 1465 e
un campanile tardo-romanico del '300; gli affreschi all'interno sono un raro esempio della pittura camuna del
secolo XV, prima dell'influenza dei "da Cemmo". L'impianto urbanistico del nucleo abitato è caratterizzato da un sistema di vie che corrono parallele alle linee di pendenza del declivio. La
piazza a due livelli, dominata dalla Parrocchiale, costituisce il più importante raccordo
di tale sistema viario. La chiesa, terminata in stile settecentesco nel 1844, è forse opera di Antonio Turbino (sul portale
c'è la data 1782). Nei pressi sorgono la chiesa di S. Maria del Restello (inizi
secolo XVI), con notevoli affreschi di Callista Piazza (1530-35), e la
casa Ballardini del secolo XV-XVI, con portali rinascimentali, loggiato e affreschi interni. In
via S. Gottardo c'è l'austero palazzo Federici, eretto in forme gotiche nel
secolo XV; la nobiltà dell'edificio è sottolineata all'interno dalle decorazioni e dagli affreschi della fine del '400.
la visita continua ... |